SolieraVia P. Nenni
Da ottobre 2021
L'opera
Portale è un grande arco triangolare monumentale in acciaio corten realizzato dallo scultore Mauro Staccioli nel 2014, in occasione di una mostra a lui dedicata allo Château de Seneffe, in Belgio.
Con il suo profilo netto, Portale segna e segnala idealmente un luogo di particolare rilevanza storica o simbolica rispetto al contesto urbano o naturale in cui viene installato. La scultura ambientale si pone in stretta relazione non solo con lo spazio fisico ma anche con le persone che lo abitano e lo vivono quotidianamente, fino a diventare parte integrante della vita della collettività. Una concezione che l’artista espresse chiaramente con queste parole: “Le mie sculture non sono pensate come oggetti di abbellimento della città, come monumenti, non illustrano o celebrano, sono strumenti di provocazione o stimolo, di coinvolgimento, di rilevamento critico, occasione di una discussione pubblica collettiva”.
Portale è stato presentato in numerose esposizioni personali dell’artista, in Italia e all’estero.
In occasione della mostra dedicata nel 2021 allo scultore toscano all’interno del Castello Campori di Soliera, l’opera è stata installata in via Pietro Nenni, uno dei principali accessi al centro storico, dove è previsto che resti in comodato d’uso gratuito per diversi anni, grazie alla collaborazione con l’Archivio Mauro Staccioli. Il monumentale arco indica la direzione verso il centro, diventando una vera e propria soglia, una moderna porta di accesso alla città, che conduce fino al Castello Campori, monumento simbolo della città e cuore del progetto “Castello dell’Arte”.
Realizzazione
Mauro Staccioli
Portale
2014
Acciaio corten
Cm1067x829x55
L'artista
Mauro Staccioli (Volterra, 1937- Milano, 2018) si diploma all’Istituto d’Arte. Nel 1960 si trasferisce in Sardegna dove intraprende l’attività di insegnamento e fonda il Gruppo di Iniziativa. Nel 1963 si sposta prima a Lodi e poi a Milano, dove negli anni ’70 assume l’incarico di direttore del Liceo Artistico di Brera. Gli inizi della sua attività artistica sono intrecciati all’esperienza didattica e a quella di intellettuale e politico militante.
Dopo gli esordi in pittura, dalla fine degli anni ’60 si dedica alla scultura, concentrandosi sul rapporto tra arte e società e sviluppando l’idea di una scultura che si pone in stretta relazione con il luogo, inteso nella sua concezione fisica e sociale.
Staccioli elabora “sculture-intervento”, aprendo agli spazi urbani l’arte, che fino ad allora era relegata negli spazi chiusi di gallerie e musei, e “sculture-segno”, che dialogano con lo spazio sottolineandone le caratteristiche e alterandone la consueta percezione, suscitando domande e possibili risposte attraverso un linguaggio caratterizzato da una geometria essenziale e dall’uso di materiali semplici come il cemento e il ferro.
Dopo una lunga serie di mostre arriva l’invito alle Biennali di Venezia del 1976 e del 1978. Da questo momento Staccioli riscuote un crescente successo internazionale. Negli anni ’80 e ’90 il linguaggio dell’artista perde la durezza e l’aggressività degli esordi, che rifletteva l’aspro e violento clima politico degli “anni di piombo”, per sfidare apertamente lo spazio sovvertendone gli equilibri statici e dimensionali, generando effetti di straniamento nell’osservatore e confrontandosi con l’architettura e l’ambiente urbano attraverso forme geometriche pure.
Negli anni Duemila la ricerca di Staccioli si concretizza in grandi installazioni ambientali in Italia e all’estero: USA, Taiwan, Porto Rico, Portogallo, Francia, Belgio.
Mauro Staccioli è stato membro dell’Académie Royale des sciences, des lettres et des beaux-arts de Belgique e Accademico Nazionale dell’Accademia di San Luca di Roma.




